Giorno: 15 aprile 2010

Natura morta (con poeta)

Dorme l’upupa sul mattone.


Il cane ulula un lupesco

osceno e le pecore

accorrono veloci

superando le lepri con un

_______________________balzo.


Le volpi che vinsero

la guerra con le iene, ora

banchettano sui loro stessi

cadaveri.


Ah, se solo il sole tramontasse!


(Gira voce che le formiche

siano cieche come talpe)


Eppure: quanta luce!


( ai Poeti Nuovi)

Ciò che resta del fuoco

Enzo Campi

Ciò che resta del fuoco

 

C’è qualcosa che fugge

nel guizzo di una fiammella

come un vortice d’atavica linfa

che non può esimersi di rendersi all’aria

per questo si leva

rigenerandosi dalla caduta di tono

nell’andirivieni di un supplizio

pervertito in estasi

 C’è un velo

dalle cui trame trasuda il lucore

come un baluginio

disposto a sacrificare il suo cuore

 nella trascendenza di un vortice di lapilli

per questo si inabissa

riplasmandosi nella levata in battuta

scandendo il ritmo di un dettato

convertito al silenzio

C’è quel fondo che riemerge

si fa superficie

e mostra le stimmate

del suo passato glorioso

per questo si sospende

allettandosi nel flusso

delle sillabe concubine

che trasfigurano

il timore del soffio

in un incanto di lava

Ma la cenere è alla porta

nemmeno bussa ed è di già entrata

per imporre il suo credo

e dettare le regole del gioco

Nulla dura in eterno

ma le cose

non si cancellano del tutto

ci sono parti

che sopravvivono e si trasformano

e quel residuo

del fuoco che fu

soffiato dal palmo di una mano

non aspetta altro

che ritrovare il limo

della madre terra

per rinascere a nuova vita

 

Ogni giorno

Isidro Ferrer

prima e dopo i fasti    dopo i pasti

ai potenti della terra

per disincastrare ciò che resta

un sistema innovativo

spazzolino no war

le setole rimuovono ogni residuo     ricordo

dei connotati umani

strappano ogni rimorso alla radice

ogni passaggio

ad ogni cambio di mano.

f.f- 15 aprile 2010- A favore