Giorno: 31 marzo 2010

Marilena Lucia Ingranata – alcune poesie

Vi propongo in lettura alcune poesie di Marilena Lucia Ingranata. Una bella lettura secondo me

***

Come si conviene

Qui, tra una nebbia e l’altra i ragni
presidiano gli angoli, pazientemente
senza nessuna astuzia

a tavola i pasti sono brevi , il piatto unico

e se faccio del pane è solo per sentito dire
ché la farina è una questione di fortuna

anche qui. Le domande hanno avuto
degna sepoltura, il rito è stato pagano
io ero in ginocchio ma senza santi in croce.

Dopo abbiamo bevuto, come si conviene
ai buoni funerali, con vino ottimo
d-annata.

*

Ipotesi di stagione

Sai fare ritorni così belli, un reduce
girato l’angolo il suono di fanfare.
Qui ci sono poche cose nuove, ci sono io
la fretta e il frigo pieno, la gonna viola

il tempo dei fiori scomposti, delle acque piovane
dei fuochi. Ipotesi di un’altra stagione
mi è stato detto. C’è margine d’errore
anche nella saggezza dei vecchi – quando dicono –
Io fingo un’unica stagione e fingo il passo
ché voglio ancora i tuoi aggettivi irriverenti
e le parole dure – a penetrare –
ancora un poco, ancora un po’, un poco, ancora.

*

Vado

Ero sotto la pioggia, poi sotto di te
che spingevi. Non ho più figli da darti
eppure avresti meritato anche quelli
li avresti amati

ma sei nella mano sbagliata
dove la vita è breve ed interrotta
nella destra avremmo avuto più scampo
e tempi lunghi

L’inesattezza delle finestre rivela
scarpe esauste nel corridoio
ed un piccolo verbo ostile
– ammirevole per contrapposizione –

“ vado “

*

I gatti di gennaio

Si appoggia sulle spalle la stanchezza di gennaio,
le carcasse dei gatti, non avranno esequie
– scoloriranno – e l’ultimo a passare
non se ne accorgerà di averle calpestate.
Hanno tagliato il bosco, quello prima del mare
Anna, dovremo cambiare le poesie
e posizione delle sedie. Ma sai, importa poco,
ho un figlio che sa piangere di gioia.

*

Nella foto

Io e mia sorella abbiamo i piedi uguali
e il cuore, bucato nello stesso punto
ci confondono spesso non si vede
che lei è buona, so mentire
come in quella foto dove rido
e accanto sono tutti morti.

*

Federico ha diciott’anni

Federico ha diciott’anni e spalle curve
ha trascorso le vite ad una ad una
e le ricorda tutte.

Porta negli occhi la fatica di dimensioni
eterne, senza riferimenti come i suoi piedi
che hanno direzioni opposte
uno ritorna sempre.
Federico mi tiene in altre stanze
ma sente la mia voce e sa

che quando dico “torna a casa”
non penso a costruzioni in muratura.

@poesie di Marilena Lucia Ingranata