Giorno: 30 marzo 2010

Delle apparenze

– Voi credete ancora alle apparenze, è questo il vostro dramma –
– Ma non sei forse tu che ne hai creato ogni presupposto? Nei minimi particolari, microscopici, hai fatto in modo che potessimo capire solo fino a un certo livello.
– Questo sarebbe un giusto appunto se non avessi dalla mia tutto l’universo, e voi soltanto un pulviscolo di cellule.
– E allora lo ammetti, hai fatto in modo che mai percepissimo le dimensioni totali del nostro esistere. Un bello scherzo da prete.
– Da papa, anche, con o senza accento, giacché ci sei.
– Ho appena letto una documentazione sui delitti che hanno contrassegnato il dilagare del potere di quella chiesa che spaccia per tuoi i propri interessi.
– Conosco la faccenda, so tutto il numero dei cosiddetti santi sepolti nelle cripte marmoree, mitria in testa, in quel luogo di sfarzo sfrenato e preziosità di ogni genere. Mandai mio figlio tempo fa tra loro, ma lo uccisero e delle sue parole fecero commercio.
– Allora mi pare di capire che non abbiamo speranza. Oggi ancora una volta abbiamo assistito alla vittoria dei loro protetti, mafiosi e obnubilatori di coscienze. E dei loro scandali immondi minimizzare la portata e gli esiti.
– Purtroppo non avevo considerato queste deviazioni, ma nella libertà dell’infinito possibile, ho voluto che tutto fosse sperimentabile.
– Allora vedi che è tutta tua la responsabilità!
– Se per responsabilità intendi l’avervi lasciato completa libertà di co-creare la vostra realtà, allora sì, sono responsabile-
– Bene, è già qualcosa, ammetti le tue colpe.
– No, ammetto le vostre.
– Troppo comodo, non sono d’accordo.
– Comodo perché? Se sono tutti voi, se ciascuno di voi è un minuscolo punto del mio essere, è dentro di me che avviene ogni dolore, come è dentro di me che si articola ogni passione e ogni piacere.
– Vuoi dire che tu patisci te stesso?
– Si potrebbe anche dire così, se preferisci.
– E allora io, io chi sono e quanto conto in questo infinito incommensurabile di cui consisti, di cui rifulgi e infinitamente ti espandi?
– Tu sei l’informazione che ho voluto, tu sei la mia coscienza momentanea, ma senza di te non ci sarebbe il tempo.
– ?
– Nemmeno un buco nero: un vacuolo può esistere perché esiste l’intorno, io sono la dimostrazione degli assunti contrari, io sono il tutto, IO SONO.
– Dopodiché io continuerò ad essere tuo complemento infinitesimo, nel bene e nel male…
– Bene, Male e Indifferenziato, sono categorie di questo pianeta che insieme abbiamo creato e stiamo ancora creando, fondanti di un sistema trino. Infatti, con chi tu stai discorrendo?
– Stando a quanto hai detto, con me stesso.
– Ecco. Allora le responsabilità?
– Sono le mie.
– Beh, in un certo senso sì, ma tu sei solo una cellula dell’organismo che ha per corpo la Terra, per cervello le stelle e per braccia l’eternità.
– E allora come posso essere responsabile di tutto questo?
– Siamo al dunque, lo sei e non lo sei, esattamente come Me.

cristina bove