L’ODORE DEL POETA

… bruco l’aria del tramonto nel salotto cittadino
quando tutto si svende a poco prezzo
mentre l’uomo sta chiudendo l’esercizio
per palese fallimento …
 
… brandelli luridi di pura poesia
malfermi e con la mano protesa
s’appoggiano ai muri …
 
… stronzetto di cane reietto e libero
al consumatore ignoto
tende tranelli.

 

Di questi tempi il gesto di un poeta è il rifiuto.
Un poeta dice no, se è un vero poeta. Deve.
Di questi tempi un poeta è un rifiuto. Maleodorante.
Io non ho odore.
Dopo attenta masturbazione eiaculo parole
poi le bracco con accanimento
fin quando le scovo stipate presso l’uscita di sicurezza.
Lì cerco i miei no.
Ma i miei grandi no sono piccoli imbarazzati. Si vergognano di sé.
Io non ho odore, nemmeno un moderato fetore, a dire il vero.
Io sono il poeta che passeggia beato per le vie del centro
osservando scabbia senza nome mendicare alcol
sui marciapiedi della democrazia …
*

6 commenti su “L’ODORE DEL POETA

  1. :-) Grazie, Nat, i tuoi complimenti valgono doppio per me…
    ti abbraccio

    "Mi piace"

  2. mi fa pensare ai luoghi, agli angoli della poesia… quei cantucci dove si rintana la polvere e le nostre parole, quelle più nascoste e sporche, dove si rintanano i nostri pensieri… il poeta è colui che si sporca, che cerca nell’immondizia e riporta in luce…

    così ho letto e la riflessione mi è piaciuta, e anche la poesia ;-)

    "Mi piace"

  3. Grazie, Anna. Di questi tempi pare che la poesia stessa sia immonda… forse ci vorrebbe qualche chilo di poesia con i denti bene in vista, non saprei…
    Un caro saluto

    "Mi piace"

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: