Giorno: 19 febbraio 2010

James Schuyler – L’appartamento buio

James Schuyler (1923 – 1991), nato a Chicago, visse due anni a Ischia lavorando come segretario di W.H. Auden prima di trasferirsi a New York dove, a un party, conobbe John Ashbery e Frank O’Hara. I momenti migliori per la sua poesia furono quelli a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta. Nel 1980 vince il Premio Pulitzer con “The Morning of the Poem”.

James Schuyler

 

 
 
The Dark Apartment

 

Coming from the deli
a block away today I
saw the UN building
shine and in all the
months and years I’ve
lived in this apartment
I took so you and I
would have a place to
meet I never noticed
that it was in my view.

I remember very well
the morning I walked in
and found you in bed
with X. He dressed
and left. You dressed
too. Isaid, “Stay
five minutes.”You
did. You said, “That’s
the way it is. “It
was not much of a surprise.

Then X got on speed
and ripped off an
antique chest and an
air conditioner, etc.
After he was gone and
you had changed the
Segal lock, I asked you
on the phone, “Can’t
you be content with
your wife and me?” “I’m
not built that way, “
you said. No surprise.

Now, without saying
why, you’ve let me go.
You don’t return my
calls, who used to call
me almost every evening
when I lived in the coun-
try. “Hasn’t he told you
why?” “No, and I doubt he
ever will.” Goodbye. It’s
mysterious and frustrating.

How I wish you would come
back! I could tell
you how, when I lived
on East 49th, first
with Frank and then with John,
we had a lovely view of
the UN building and the
Beekman Towers. They were
Not my lovers, though.
You were. You said so.

 

 

L’appartamento buio

Venendo dal negozio di alimentari
a un isolato da qui oggi ho
visto il palazzo dell’ONU
brillare e in tutti i
mesi e gli anni che ho
vissuto in questo appartamento
che ho preso in modo che tu ed io
avessimo un posto per
vederci non ho mai notato
che fosse alla mia vista.

Ricordo benissimo
la mattina che sono entrato
e ti ho trovato a letto
con X. Si è rivestito
e se ne è uscito. Ti sei vestito
anche tu. Ho detto, “Resta
cinque minuti.” Tu
sei rimasto. Hai detto, “È
così.” Non
fu una gran sorpresa.

Poi X si è fatto di speed
e ha rotto una
cassapanca antica e un
condizionatore, ecc.
Dopo che se ne fu andato e
tu hai cambiato la
serratura Segal, ti ho cercato
al telefono, “Non puoi
accontentarti di
tua moglie e di me?” “Non
sono fatto a quel modo, “
hai detto. Nessuna sorpresa.

Adesso, senza dire
perché, mi hai lasciato andare.
Non mi richiami,
tu che mi chiamavi
quasi ogni sera
quando abitavo in cam-
pagna. “Lui non ti ha detto
perché?” ”No, e dubito che
lo farà.” Addio. È
misterioso e frustrante.

Come vorrei che tu tornassi
indietro! Saprei dirti
come, quando stavo
sulla 49esima strada Est, prima
con Frank e poi con
John,
avevamo una piacevole vista del
palazzo dell’ONU e delle
Beekman Towers. Sebbene non fossero
miei amanti.
Ma tu si. Mi dicevi così.

(Traduzione di Giovanni Catalano)

il segreto

Ho scelto questa poesia perché amo la traduzione che ne ha fatto Anna Maria Curci

Il segreto

Lo porterò con me, dipinto
di cobalto, e avrò la spada della mia vittoria
sulle pietre dei sogni inconfessati, non
per avvilimento, ma per bellezza estrema.

Il limite è follia, io sono il centro
Io sono
nella caducità delle cose il punto fermo e
della mia poesia vestirò il vuoto
il mio dolore di
non essere in tempo.

Mai
lo sapranno gli argini dei sensi
mai lo potrà sorprendere in se stesso
chi veste l’abitudine
io che in disparte vivo
di sangue caldo solamente il suono
io che dell’aria vivo.

Das Geheimnis

Ich werde es kobaltblau gemalt
aufbewahren, und ich werde nicht aus Entwürdigung,
sondern aus äußerster Schönheit das Schwert meines Sieges
auf den Steinen der uneingestandenen Träume haben.

Die Grenze ist Wahnsinn, ich bin der Mittelpunkt
Ich bin
in der Vergänglichkeit der Dinge der Punkt und
der Leere,
meinem Leid, nicht rechtzeitig zu sein,
werde ich meine Lyrik anziehen.

Nie
werden es die Dämme der Sinne wissen
nie wird es der in sich selbst überraschen,
der die Gewohnheit trägt,
ich, die abseits von warmem
Blut lediglich den Schall erlebe,
ich, die von Luft lebe.

Cristina Bove, da Attraversamenti verticali, p. 33
Übersetzung ins Deutsche: Anna Maria Curci

Qui si può ascoltare il testo in tedesco