Giorno: 4 febbraio 2010

Alla luna (Percy Bysshe Shelley)

E, come una signora morente emaciata e pallida,
che innanzi barcolla, nascosta da un trasparente velo,
fuori dalla sua camera, guidata dai folli
e flebili deliri del suo cervello snervato,
l’animo si levò nel tenebroso est,
una bianca e informe massa.
Sei pallida perché
sei stanca di scalare il cielo
e fissare la terra
tu che ti aggiri senza compagnia
tra le stelle che hanno una differente
nascita, tu che cambi
sempre come un occhio senza gioia
che non trova un oggetto degno della
sua costanza?

NON E’ POESIA

Era soltanto un anno fa.

Voi, che giustamente coltivate la memoria, celebrando giorni della memoria e del ricordo, di eventi che non avete visto, memoria dei vostri padri, perché voi non c´eravate ancora o, al più eravate bambini, voi siete in grado di ricordare anche l´ieri?
O la vostra memoria soffre di quella malattia senile che rievoca la fanciullezza ma impedisce di ricostruire il presente?
Voi, che fate accurato e pubblico esercizio di memoria, ricordate questi giorni dello scorso anno? Sono stati un pugno, ventidue giorni, ma così carichi di morte e d´infamia che non e´ lecito dimenticarli.
Hanno lasciato il frutto di 1415 morti (di cui 400 bambini e migliaia di mutilati) ed un terreno inquinato con quantità di sostante tossiche, che lavoreranno in silenzio, oltre che feriti, orfani, miseria…

Voi che non lasciate, giustamente, che l´oblio permetta il ripetersi dell´orrore, voi anche questo orrore, così vicino, volete che non si ripeta? O rispetto ad esso avete un nobile distacco?
Non volete ricordare l´orrore dello scorso anno? Perché non si ripeta mai più?

Gaza è ancora sotto duplice assedio ed embargo: Israele e l´Egitto i suoi carcerieri.
Non sento innalzarsi voci, se non quelle della società civile internazionale.

Era soltanto un anno fa e solo pochi lo ricordano.

Per Gaza, 17 gennaio 2010

Flavia Lepre

NON IN MIO NOME 

Io chiedo scusa al popolo palestinese per le dichiarazioni del presidente del consiglio italiano, sig. Silvio Berlusconi, pronunciate al parlamento israeliano.

Io chiedo scusa ai palestinesi superstiti e a quelli orrendamente trucidati nella feroce aggressione di un anno fa  a Gaza, operazione denominata col sinistro nome di “piombo fuso”.

Io reputo vergognose le parole di approvazione del sig. Silvio Berlusconi per un massacro di più di 1400 civili indifesi – di cui circa 400 bambini – e migliaia di feriti e mutilati, parole che falsificano la storia, parole pronunciate in disprezzo dei più elementari diritti umani. Il sig. Silvio Berlusconi ha plaudito al genocidio, ma non l’ha fatto in mio nome.

Il sig. Silvio Berlusconi non ha parlato in mio nome, e non può permettersi di parlare in nome del popolo italiano in virtù di una maggioranza parlamentare che poggia su una coalizione legata da innominabili interessi.

Io chiedo scusa al sangue, alle mutilazioni, alle lacrime, alla sofferenza ed alla disperazione del popolo palestinese, abbandonato al suo destino da quell’intreccio di giochi di potere definito comunità internazionale.

L’obbedienza che il sig. Silvio Berlusconi deve al capufficio di Washington ed alle lobbies ebraiche non infangherà la mia dignità di essere umano, e nemmeno quella del popolo italiano, mai.

Non in mio nome.

Luigi Di Costanzo