Walt, dove sei?

Al Presidente del Consiglio e all’Italia che la pensa allo stesso modo.

Lascia

ciò che chiami Io

sospendersi nell’Altro

Ti sorprenderà

non riconoscere che

te.

L.B.

To a Stranger

Passing stranger! you do not know how longingly I look upon you,

You must be he I was seeking, or she I was seeking, (it comes to me as a dream),

I have somewhere surely lived a life of joy with you,

All is recall’d as we flit by each other, fluid, affectionate, chaste, matured,

You grew up with me, were a boy with me or a girl with me,

I ate with you and slept with you, your body has become not yours only nor left my body mine only,

You give me the pleasure of your eyes, face, flesh as we pass, you take of my beard, breast, hands, in return,

I am not to speak to you, I am to think of you when I sit alone or wake at night alone,

I am to wait, I do not doubt I am to meet you again,

I am to see to it that I do not lose you.

(Foglie d’Erba, Walt Withman, 1867)

*

A uno straniero

Straniero che vai! Tu non sai con quale desiderio io guardo a te,

Tu devi essere colui che stavo cercando, o colei che stavo cercando, (m’arriva come un sogno),

Ho sicuramente vissuto da qualche parte una vita di gioia con te,

Tutto ritorna quando ci passiamo vicini veloci, fluidi, affettuosi, casti, maturi,

Tu sei cresciuto con me, fosti fanciullo con me o giovinetta con me,

Io mangiai con te e dormii con te, il tuo corpo ha iniziato ad essere non solo il tuo né ha lasciato il mio corpo mio soltanto,

Mi offri il piacere dei tuoi occhi, della tua faccia, della tua carne, mentre ci attraversiamo, prendendoti la mia barba, il mio petto, le mie mani in cambio,

Non devo parlarti, devo pensarte a te quando siedo in solitudine o mi sveglio di notte tutto solo,

Devo aspettare, non dubito di doverti incontrare ancora,

Devo fare in modo di non perderti più.

(traduzione libera non richiesta)

Un commento su “Walt, dove sei?

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