Giorno: 28 gennaio 2010

Cantucci – selezione di inediti di Carla Bariffi (post di natàlia castaldi)

Svelami l’occhio
premuto dal palmo
le mille conchiglie
– la sabbia –
che sfugge il suo suono.

*

Ti sorprende – e sei solo –

la paura

e nel buio ti rimescola la carne

ogni simbolo ti scoppia

dentro un petto senza spazio.

 
 

 

Elio Copetti – http://elio3.splinder.com

 

*

Banalità del bene

leccarsi le ferite

spurgare una forma

– accondiscendere –

La rabbia permette lo sputo

coscienza più tenera

sotto.

*

Ocra

dal fuoco della lingua

caratteri neri, le sfumature rosse

composta scompostezza del taciuto

elevazione d’ossa, la falda nel tumulto

– il gambero è sommerso – 

 *

Elio Copetti

*

L’urgenza

di scrivere scriverti adesso

l’urgenza di dire

– le cose –

Le parole fuggirebbero

se solo…

L’orecchio disegna

la debole curva del suono

s’inclina – lingua nella sua cavità –

entra piano.

*

Il guizzo del bicipite

lucido disteso abbraccia le ginocchia

lo sguardo sta dietro

la pelle,

la nuca che mostra il profilo

cartilagine perfetta dentro il cerchio

percorrere la forma,

percorrerti la linfa

– nudità dimora in arte –

 

Raccoglierti così. *

Elio Copetti – Mela

*

Sgranare i rosai

sgranare dai semi la rosa

che riempie i rosai.

le rose dei rossi rosai

– rinvenire –

 

(bellezza dei rosai).

*

Cola

gronda e cola

– imprendibile –

orchidea nella mente

geometria dentro il collo.

Slegami e lega!

quei nodi che poi

non sai slegare.

 

Nel rantolo la bocca non si asciuga.

 
 

 

Elio Copetti

*

 

In simboli scomponi le mie trame

rotondità contenute

nell’azzurro del tuo palmo.

Le dita sanno

la traccia in goccia d’anima sul dorso.

*

Intingi nel profilo le tue dita

che gusto ha

la grazia?

*

S’infila

inclinato nella cruna

questo senso d’impotenza

questo grumo aggrovigliato di distanza.

 
 

 

Elio Copetti

 

*

Imbastire

lungo i fili della vite i tuoi pensieri

nei tratteggi dove sostano le dita

– fare piano –

quasi fosse un alfabeto.

*

Nella eco senza fine

senza posa

la natura che procede

indifferente sà

l’animale si nasconde

nel silenzio

e nel silenzio osserva.

Così vorrei che fosse

lontano dal risucchio delle voci

 

[lontano ma dentro].

*

Attingere

la forza oltre misura

da dove il mare freme

– l’odore nell’aria ha un sapore –

*

Polifonia

questo sentire

il suono bianco alzarsi,

la mano – calda – entrare.

 
 

 

Elio Copetti

*

Ridonda

sulla pelle con urgenza

domanda in simbolo schiusa

– accogliere un silenzio –

 *

Le chiazze

si spargono ampie in ampi disegni

sul lago gelato, d’estate

– incontro di guglie –

*

Lamponi

inaccessibili tra i rovi

osservano osservo osservarmi

– la mia fame –

 

Carla Bariffihttp://chapucer.splinder.com/

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Le immagini utilizzate come controcanto ai versi di Carla, sono state “rubate” all’artista Elio Copettihttp://elio3.splinder.com

Il legame di stima ed amicizia che mi lega a Carla ed Elio, ha permesso questa bellissima sinergia poetica, che va oltre un post, un blog, le parole.

n.c.

 

Per non dimenticare… ciò che ancora accade sotto i nostri occhi

Discorso parlamentare pronunciato il 15 gennaio 2009 dal deputato britannico ebreo Gerald Kaufman, la cui famiglia in Polonia fu in gran parte inghiottita dalla Shoah, una persona dalla inattaccabilità biografica formidabile.

Sono stato cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista. Su una mensola in cucina c’era una scatola di latta per il Fondo nazionale ebraico, dentro la quale mettevamo le monete per aiutare i pionieri a costruire una presenza ebraica in Palestina.
Sono andato la prima volta in Israele nel 1961 e vi sono tornato innumerevoli volte. Ho avuto familiari in Israele e ho amici in Israele. Uno di essi ha combattuto nelle guerre del 1956, 1967 e 1973 ed è stato ferito in due di esse. Il distintivo che indosso viene da una decorazione sul campo a lui insignita, che mi ha regalato. Ho conosciuto la maggior parte dei primi ministri di Israele, a partire dal Primo ministro fondatore David Ben-Gurion. Golda Meir era mia amica, così come lo è stato Yigal Allon, vice primo ministro, che, da generale, conquistò il Negev per Israele nella guerra del 1948 per l’indipendenza.

I miei genitori vennero in Gran Bretagna come rifugiati provenienti dalla Polonia. La maggior parte dei loro familiari sono stati in seguito uccisi dai nazisti nell’olocausto. Mia nonna era a letto malata, quando i nazisti giunsero alla sua città natale, Staszow. Un soldato tedesco la uccise sparandole nel suo letto. Mia nonna non è morta per fornire la copertura ai soldati israeliani che ammazzano le nonne palestinesi a Gaza.
L’attuale governo israeliano sfrutta spietatamente e cinicamente il continuo senso di colpa tra i gentili per la strage degli ebrei nell’olocausto per giustificare la sua uccisione di palestinesi.

L’implicazione è che la vita degli ebrei sia preziosa, ma la vita dei palestinesi non conti. Su Sky News pochi giorni fa, al portavoce dell’esercito israeliano, il Maggiore Leibovich, è stato chiesto in merito all’uccisione da parte israeliana di, in quel momento, 800 palestinesi (il totale è ora di 1000). Ha risposto all’istante che «500 di questi erano militanti».

Questa era la risposta di un nazista.

Suppongo che gli ebrei che lottavano per la loro vita nel ghetto di Varsavia avrebbero potuto essere denigrati in quanto militanti.

Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, afferma che il suo governo non avrà rapporti con Hamas, perché sono terroristi. Il padre di Tzipi Livni era Eitan Livni, il capo delle operazioni dell’organizzazione terroristicaiIrgun Zvai Leumi, (it.wikipedia.org/wiki/Irgun_Zvai_Leumi) che ha organizzato l’attentato esplosivo dell’Hotel King David di Gerusalemme, in cui perirono 91 vittime, di cui quattro ebrei. Israele è stato partorito dal terrorismo ebraico.
Terroristi ebraici impiccarono due sergenti britannici e fecero esplodere i loro cadaveri.
Irgun, insieme con la banda terrorista Stern, nel 1948 massacrò 254 palestinesi nel villaggio di Deir Yassin (it.wikipedia.org/wiki/Deir_Yassin)
Oggi, gli attuale governanti israeliani indicano che sarebbero disposti, in circostanze per loro accettabili, a negoziare con il presidente palestinese Abbas, di al-Fatah. È troppo tardi per farlo. Essi avrebbero potuto negoziare con il precedente leader di al-Fatah, Yasser Arafat, che era un mio amico. Invece, lo assediarono in un bunker a Ramallah, dove lo visitai. A causa dei fallimenti di al-Fatah, a partire dalla morte di Arafat, Hamas ha vinto le elezioni palestinesi nel 2006. Hamas è una organizzazione sgradevolissima, ma è stata democraticamente eletta, ed è quel che passa il convento.
Il boicottaggio di Hamas, anche da parte del nostro governo, è stato un errore colpevole, dal quale sono derivate terribili conseguenze. Il grande ministro degli Esteri israeliano Abba Eban, con il quale ho fatto campagna per la pace da molte tribune, ha dichiarato: «Fate la pace se parlate con i vostri nemici.»Per quanti palestinesi gli israeliani possano uccidere a Gaza, non possono risolvere questo problema esistenziale con mezzi militari.
Quando e qualora i combattimenti finissero, ci sarebbero ancora un milione e mezzo di palestinesi a Gaza e altri due milioni e mezzo in Cisgiordania. Essi sono trattati alla stregua di immondizia da parte degli israeliani, con centinaia di blocchi stradali e con gli orrendi abitatori degli insediamenti ebraici illegali che li molestano.

Verrà il momento, non molto lontano da ora, in cui supereranno la popolazione ebraica in Israele. È giunto il momento per il nostro governo di render chiaro al governo israeliano che la sua condotta e la sua politica sono inaccettabili, e di imporre un divieto totale di esportare armi a Israele.
È l’ora della pace, ma la pace vera, non la soluzione attraverso il soggiogamento che è il vero obiettivo degli israeliani, ma che è impossibile per loro da raggiungere.
Essi non sono semplicemente dei criminali di guerra, sono stupidi

Gerald Kaufman

 

Fra quanti decenni verranno indette le giornate “Per non dimenticare” il genocidio del popolo palestinese? Fra quanti decenni le nostre coscienze si ripuliranno, battendosi il petto una volta l’anno, per la lenta morte di un intero popolo, cancellato dalla storia dai figli e dai nipoti di coloro che hanno subito gli orrori del nazismo?

Gino Di Costanzo