Giorno: 27 gennaio 2010

Auschwitz Birkenau – Trilogia di un deportato

Entrammo in massa,

uscimmo in mucchi.

.

Il Treno

Tra le fronde del Frassino vidi

arrivare

sulle rotaie ancora calde

dell’ultima partenza

vagoni vuoti e senza finestre

riempirsi di Uomo

e le sue carcasse.

Pianse la mamma

quando

mi vide arrivare in braccio

al bruno gendarme:

giocai

a nascondino con la vita

e la morte mi venne a cercare.

*

Il Campo

File di corpi

nudi

in mucchi

accatastati

*

Gas

Soffiava leggero

da sotto il soffitto

D’affanni e sospiri

gonfiava la stanza

stringendo la gola

al fiato sottile.

.

Ho visto la morte

e aveva i miei occhi.

Ad Auschwitz ci torno volentieri. / mi dà la misura dei fatti. (d.d.) (post di natàlia castaldi)

 La paura

Di nuovo l’orrore ha colpito il ghetto
Di nuovo l’orrore ha colpito il ghetto,
un male crudele che ne scaccia ogni altro.
La morte, demone folle, brandisce una gelida falce
che decapita intorno le sue vittime.

I cuori dei padri battono oggi di paura
e le madri nascondevano il viso nel grembo.
La vipera del tifo strangola i bambini
e preleva le sue decime dal branco.

Ma no, mio Dio, non vogliamo vivere!
Non vogliamo vuoti nelle nostre file.
Il mondo è nostro e noi lo vogliamo migliore
Vogliamo fare qualcosa. E’ vietato morire!

Eva Pickova
(nata il 15.5.1929 – morta il 18.12.1943 ad Auschwitz)
 

 
 

 

 

 

NON SENTITE L’ODORE DEL FUMO  

AUSCHWITZ STA FIGLIANDO 

Le più grandi risorse

erano la speranza e la dignità.

Chi si rassegna, muore prima.

Non so se i giovani hanno appreso.

Se ci si lascia chiudere, terrorizzare

se ci si lascia cristallizzare

si diventa una cosa

gli altri ci diventano cose.

Molti ancora non sanno:

Auschwitz è tra noi. è in noi.

Non so se i giovani sanno

in ogni parte del mondo:

non c’è rivoluzione se si trattano gli uomini come sassi,

ai giovani occorre

l’esperienza creativa di un mondo

nuovo davvero.

Ad Auschwitz ci torno volentieri.

mi da la misura dei fatti. 

 

Danilo Dolci

 

DIO MIO, PERCHÉ MI HAI ABBANDONATO?

Noi siamo gli sradicati

i rifugiati che non hanno un ruolo

i confinati nei campi di concentramento

condannati ai lavori forzati

condannati alle camere a gas

bruciaii nei forni crematori

e le ceneri disperse

Siamo il tuo popolo di Auschwitz

di Buchenwaid

di Belsen

di Dachau

Con la nostra pelle hanno fatto abat-jour

e con il nostro grasso han fatto sapone

Come pecore al macello

tu hai permesso che ci portassero

alle camere a gas

Hai lasciato che ci deportassero

Hai messo in vendita a poco prezzo il tuo popolo

e non si trovava un compratore

Andavamo come bestie

assiepati nei vagoni

verso i campi illuminati da riflettori

e circondati da filo spinato

ammucchiati nei camion verso le camere a gas

dove entravamo nudi

chiudevano le porte

spegnevano le luci

e tu ci coprivi con l’ombra della morte

Di noi non son rimasti che mucchi di vestiti

mucchi di giocattoli

e mucchi di scarpe.

 

Ernesto Cardenal 

Ilona Weissovà (nata il 6.3.1932 e uccisa il 15.5.1944 ad Auschwitz)