Giorno: 22 gennaio 2010

Catartico tondeggio

 

 

 

 

 

 

ehhh ssì.

Facile lasciarsi assorbire

da teutoniche reminescenze:

troppo fredde, grandi,

ingestibili.

Ora le dita

non funzionano

tra le rime d’un spiegare qualcosa

in versi o parole povere.

(svigorite da strana stanchezza)

Nella preghiera

dell’aria serale,

di questa aria imbrunita

niente è più scontato

d’uno svegliarsi

al mattino

dopo il viaggio sveglio

nella capitale del sogno.

Ancora annego nel capire

complessati desideri,

verità di bronchiti

spiovute dal galattico astrale

ridimensionato al “razionale d’essere”

ma son queste asteroidi maledette

d’”appartenenza” che fan piovere

piedi scalzi sul bagnato

su una terra dove il nulla storico

rimbomba senza il suo senso

solo strafatto nel petto abitudinario.

Complesso e troppo nudo

il trapezio sospeso,

muto d’assolo

nella ribelle linfa della foglia

chè stiracchiandosi

ringrazia il solfeggio

solare boreale

taciturno nel suo amplesso

congiunto nell’ovvia nascita.

E’ in questo memorabile passato

che vivo d’insoddisfatta caparbietà.

Le parole forse trovano la nicchia

in tane secolari,

quando il verbo

non necessitava

di piegarsi

all’incestuoso dis-piegarsi

d’una giustificazione

in suono temporale

d’una bandiera sventolante

e

vocale.

Traballando s’un fieno

morbido

lascio vibrare,

così,

suon di cicala combattiva.

Perché il loro canto

sopravvive

oltre le colonne sudate

delle formiche….