Quasi ogni Martedì

"Estragos de la guerra", Francisco de Goya


acqua-

ttato su un ramo

a testa in giù

attendo

che il mondo si metta a sedere

sulle ombre che

fioriscono

finalmente ferme

a volte

risorgo alle mie spalle

per cogliere

la vita in flagrante:

striscio in silenzio tra

i   n   n   u   m   e   r   e   v   o   l   i

corpi

morti fingendo di giocare

a mosca cieca

mi annoio

se ti tocco e non ti muovi

ipoteco

un paio d’occhi per

un paio d’ali.


Da quassù

posso sentire i sogni

infrangersi

e

avverarsi

fare lo stesso

rumore.

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