solo 1500 n. 66 – Il segmento poesia (da A a B)

Pubblicato il 10 ottobre 2012 di

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Solo 1500 n. 66: Il segmento Poesia (da A a B)

Prendiamo un segmento, con un’origine A e un termine B. Di recente i manager  che si occupano di gestione del personale, quando motivano le  risorse umane fanno spesso questo genere di esempio (semplifico): “Immaginiamo un segmento, prendiamone l’origine punto A (materia prima) e il termine B (prodotto finito), lo scopo di tutti noi è arrivare da A a B nel minor tempo possibile, realizzando un prodotto eccellente, dal primo all’ultimo lavoriamo per lo stesso obiettivo.” Partendo da qui vi propongo una teoria/gioco. Facciamo finta che la scrittura di una poesia avvenga su un segmento A – B. Dove A sta per l’incipit e B per la chiusa. L’intervallo tra A e B nel segmento poesia sarà la costruzione del testo. La distanza tra i due punti andrà coperta nel miglior modo possibile. Il rapporto scrittura/bellezza. La teoria con cui stiamo giocando dirà che per coprire la distanza tra i due punti nel miglior modo possibile dovrò tener presente la cura, l’efficacia, la struttura, la musicalità, il ragionamento, l’emozione, la creatività. Se questi parametri saranno rispettati non avrà alcuna importanza la distanza tra A e B (cento versi o dieci versi) perché avrò scritto nel miglior modo possibile. Se, però, in un ipotetico A – B di trenta versi ne avrò scritti quindici che sono digressioni, arzigogoli, giochi estetici fini a se stessi, perdite di tempo, avrò creato una specie di buco nel pavimento del segmento: A_B. Per risalire dall’underscore (la nostra mattonella rotta) dovrò arrampicarmi, faticare, aggiungere altri versi, illudere il lettore che quello che ho scritto serva a qualcosa. Se ci riesco, ci riesco male. Non avrò  fatto il percorso corretto tra A e B, avrò chiesto uno sforzo gratuito al lettore. La teoria/gioco contempla “lo sforzo maggiore del lettore” non quello inutile.

Gianni Montieri