41, Bering
per Roberto Roversi
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È facile stancarsi dopo anni
ed anni sempre qualcosa di nuovo
ma sempre taiga o ghiaccio e grigia tundra,
qualcosa da trovare un po’ più avanti:
nuovi nomi per tutte le cose.
Si passa il mare, ma è ancora gelo
il riso si fa duro, ha come un’ombra
in fondo, sembra qualcosa di nero
dentro alla festa, di freddo e di triste:
un’alba nuvolosa, una corsa
veloce all’indietro, un saluto
di forma e innervosito poco prima
dell’ora di apertura dei negozi.
Ma il sole del 21 ha un morso rosso
sul bordo delle colline dei Čukči:
ricorda un giorno dietro all’orizzonte
e non dimenticare per favore
dov’era Leningrado (e Stalingrado)
da dove eri partito, i padri morti.
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Vincenzo Bagnoli
nel mese di marzo dell’anno 2000
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Ndr: le parole sottolineate sono cliccabili e rimandano ad altri link.






PostNarrativa
18 dicembre 2012
parte finale a parte, il resto è un esempio di poesia che raro si vede.
PostNarrativa vi saluta
natàlia castaldi
18 dicembre 2012
PoetarumSilva risponde: grazie per la visita e la lettura